Weekly CLO

Weekly CLO n.157

La scorsa settimana è stata decisamente tranquilla nel mercato secondario dei CLO, data la partecipazione della maggior parte degli operatori alla conferenza di Barcellona, con una leggera ripresa dell’attività solo nella sessione di venerdì. La conferenza ha delineato un mercato europeo dei CLO in una fase di sostanziale stabilità con gli operatori che, pur disponendo di liquidità da investire, si muovono con cautela. Da un lato, infatti, ci sono ottimi fattori tecnici che sostengono il mercato, ma che devono essere bilanciati da una maggiore attenzione verso i segnali di stress provenienti dai portafogli di crediti sottostanti. Secondo quanto emerso dai dibattiti, le turbolenze geopolitiche e le previsioni di una maggiore inflazione eserciteranno pressione sul quadro macroeconomico; parallelamente, i gestori di CLO concordano nel ritenere le scadenze dei loans, principalmente concentrati nel 2028/2029, un importante momento di test per l’intera asset class.

Il sentiment della domanda rimane in generale costruttivo, grazie sia alle evoluzioni della normativa Solvency II (da Gen/27), che supporterà la domanda di AAA delle compagnie assicurative, sia all’ingresso di nuovi manager, attratti dal relative value dell’asset class (anche in segmenti in crescita come CLO ETF e middle market CLO). Tuttavia, l’arbitraggio risulta sempre più stretto e sfidante per i gestori, dato che l’elevata domanda di loan ha portato ad un restringimento degli spread molto più veloce negli asset che nelle passività, spingendo i manager a scendere nella curva del rischio pur di preservare i rendimenti. Questo, insieme al tema della “maturity wall” dei loan vintage con scadenza nel 2028/2029, le cui performance sono le più complesse dal post-GFC, imporrà una selezione rigorosa da parte degli investitori, lasciando che la scelta dipenda da fattori quali la qualità tecnica dei team e la capacità di proteggere i debt holders in caso di crisi/stress, portando ad un tiering sempre più pronunciato.

I CLO continuano a risultare interessanti in termini di rendimento, in particolare se confrontati con le altre asset class del credito, con buona parte dei dealer che trova valore soprattutto su tranche AAA, ancora distanti ~5-10bps dai minimi registrati a gennaio, e in mezzanine BBB/BB, ormai tornate ai minimi dell’anno. Si evidenzia tuttavia una dispersione sempre più marcata, con i profili più deboli che non sono riusciti a rimbalzare insieme al resto del mercato e, in alcuni casi, hanno continuato a subire forti pressioni in vendita.

Con riferimento al mercato primario, ci si aspetta una continua attività nel corso dei prossimi mesi, ben supportata dalle attività di refi/reset sulle operazioni del 2024. Nessuna operazione è stata prezzata sul primario nel corso della settimana mentre la pipeline conta, al momento e da nostra evidenza, 7 deal (2 nuove emissioni, 4 reset e 1 refi).

 

Melania Fiscina